arte a napoli

FEMMINA et NUBE

È un corpo d’ovatta quella sequenza adagiata lenta alla parete bianca. Una croce orizzontale nata per sintesi tra piacere e esegesi, eccitazione e devozione.
La donna è lì innocente. Il suo corpo ti punge: avvelena o anestetizza.

In ogni stanza, quando si muove la femmina, lo spazio è il suo corpo e il suo corpo è lo spazio.
Assai oltre un gas, le pieghe, i nervi, e l’incedere, la grazia o la destrezza, riempiono la geometria e si appropriano dei metri. Le volumetrie non si distinguono: si appartengono.

Ogni oggetto, ogni gesto – ritratti da Girardi – assume la sembianza e il valore di una epifania. Un corpo-magia, un corpo-vaso, un corpo- dimenticato che si prende il lusso di apparire. Il corpo-natura, solitario, su una montagna solitaria.

È un frutto? È un cadavere abbandonato che risorgerà da se stesso?

È un corpo-casa.
Che dribbla la violenza e l’attesa, ignorando prototipi, simboli e cliché. È un corpo d’atleta, leggero, imperiale, acrobata. È un corpo/linfa per fiori coinquilini. È acqua per dissetarsi. Sopravvivere. Crescere. Imparare. È un corpo che nel prendere forma, ambiente dopo ambiente, è materico e invisibile. È muscoli armoniosi e fiato.
Inmergo. Inmergis.

Dentro i corpi sai che puoi recuperare la furia, la quiete, il desiderio, la fratellanza, l’assenza, il chiasso, il ritmo, l’enigma, la rivelazione, il sospetto. Poiché quel corpo è di una femmina.
Che muore e si rigenera.

Che sente e trasmette e proietta e riverbera. Che sa, da.

Entrando nel rullino di Girardi, ho accarezzato un cigno appisolato. Ho volato sul trapezio. Ho rallentato, riconoscendo un airone, due anitre. Ho giocato a nascondino prima di un amplesso. Ho perduto due rosette sul pavimento. Ho sentito una minaccia senza comprenderne l’identità ho percepito la sua esistenza botanica e la genesi della natura dalle cosce lisce. L’ho inseguita fino a lasciare che si rannicchiasse affinché risentisse il desiderio di manifestarsi ove e quanto volesse. Ho veduto annullarsi la sua faccia pur di far intravedere le sue labbra.

Intransigente, lei. Femmina. Evanescente. Bianca. Nube.

 

Testo percettivo di Gianni Valentino
donato a Spazio Intolab
opening Inmergo, Inmergis
di Roberto Girardi

Intolab: uno spazio per l’arte a Napoli

Arte a Napoli significa tre millenni, classicità, barocco, modernismo, contemporanea.
Spazio Intolab porta il suo segno fotografico al LANIFICIO INSULA CREATIVA, la community hub che cresce e mette radici a Porta Capuana.

2016-2017, 5 mostre fotografiche, tutte sul tema del nudo di donna.

Arte a Napoli: Lanificio Insula Creativa

Spazio Intolab, Lanificio 25, Dino Morra, Made in Cloister: sono alcune delle realtà coinvolte nella conversazione sull’arte a Napoli, riguardi essa la tradizione, il contemporaneo, la prospettiva sulle trasformazioni in corso.
Lanificio Insula Creativa è il nome collettivo che ci siamo dati per presentarci al mondo nel nostro essere tasselli di una tessuto antecedente ed esteso.

Le prossime date dedicate all’arte a Napoli di Spazio Intolab e dell’Insula Creativa

Aggiornate senza alcun criterio né continuità, trovi sulla homepage le proposte di Spazio Intolab e di tutta la rete dell’Insula Creativa dedicate all’ arte a Napoli, clicca qui per i live.

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